domenica 9 marzo 2014

Elena Torri si candida a Lizzano: “Per l’Unione Alto Reno serve fare gioco di squadra”. Anticipiamo l'intervista in uscita sul numero di marzo di Un'Idea di Appennino

Si è presentata da sola alle primarie di centrosinistra. La sua candidatura è giunta a sorpresa dopo dichiarazioni di disimpegno nella politica attiva comunale da parte del gruppo di minoranza di cui anche lei faceva parte. 
Che cosa le ha fatto cambiare idea?
"Ho scelto di candidarmi a primo cittadino a fronte delle tante sollecitazioni ricevute da amici del mio comune che hanno visto nel mio impegno la possibilità di dare nuovo slancio al nostro territorio. L'esperienza importante fatta nella lista civica "Idee in Comune", contrapposta alla lista appoggiata dal PD, era per me conclusa in quanto incompatibile  con la mia appartenenza politica a Centro Democratico, partito guidato da Bruno Tabacci e in coalizione con il PD. Quando il PD ha scelto di indire primarie di coalizione ho deciso di accogliere l'invito degli amici e di offrire una alternativa possibile e mi sono candidata. Il PD ha poi rinunciato a presentare candidature riconoscendomi candidata unica di coalizione".
Quali sono i punti di continuità e quelli di discontinuità del suo programma rispetto a quanto fatto dalla giunta Agostini?

"Al momento non esiste un programma definito. Ci sono tante idee e soprattutto tanti desideri su come si vorrebbe il nostro comune nel futuro. Il programma lo stiamo predisponendo grazie al  confronto con tutte le associazioni, culturali, di volontariato ed economiche del territorio e con gli incontri in programma con la popolazione delle diverse frazioni. Sono emozionata dalla voglia di partecipare che sto riscontrando: non sarà il mio programma, ma il programma di chi come me pensa che un futuro importante per il nostro comune sia possibile".

Lizzano ha bisogno di una nuova governance e di un rilancio come località turistica. Qual è la sua ricetta al riguardo e da dove bisogna partire?
"La mia amministrazione comunale sarà  una squadra di persone motivate, appassionate, consapevoli delle criticità, ma anche della grande bellezza e delle grandi potenzialità che ha il nostro territorio. Abbiamo un tesoro ma non sappiamo valorizzarlo e proporlo. Il nostro compito sarà quello di creare i presupposti perché il nostro comune sia appetibile per chi voglia qui vivere, investire o villeggiare, 12 mesi l'anno. La ricetta é solo questa: amare così profondamente la nostra terra, prenderci cura di lei a tal punto, da rendere impossibile per chi entra in contatto con lei non rimanerne affascinato e desiderare di visitarla o di rivederla il prima possibile.

Che cosa cambierà se lei venisse eletta sindaco per ciò che riguarda l'adesione di Lizzano all'Unione Alto Reno? Pensa che questa strada rimanga la migliore da percorrere e quante sono le chances secondo lei che l'Unione sia riconosciuta dalla Regione? L'Alto Reno deve fare gioco di squadra. E quando parlo di Alto Reno parlo anche dei comuni di Gaggio Montano e di Castel Casio. Di questo sono certa. E la Regione Emilia Romagna  avrebbe a mio avviso il dovere di facilitare la collaborazione tra queste realtà. Solo insieme infatti potremmo superare le grandi difficoltà proprie dei territori montani. In che modo ricostruire la comunione di intenti lo si vedrà a tavolino, studiando in modo approfondito le soluzioni possibili. Ma credo che sia chiaro a tutti che la montagna deve fare massa critica per avere maggiori garanzie per i propri abitanti e per il proprio territorio".   

Corno alle Scale: ecco il Rifugio Le Malghe, “alta” cucina con vista

Un’esercitazione del Soccorso Alpino alle Malghe
Il Rifugio Le Malghe, ubicato a 1641 m. s.l.m. tra le piste del Corno alle Scale, offre l'esperienza unica del pernottamento in quota con vista mozzafiato e ottima cucina. Chiediamo a Maurizio Fini, tornato su queste montagne dopo 12 anni di assenza a condurre il rifugio (la cucina è affidata allo chef Manni), di raccontarci le serate alle Malghe. A chi è rivolta questa esperienza un po’ speciale di fruizione della montagna?
Siamo l’unico rifugio ad offrire questa opportunità a famiglie, semplici coppie (tutto esaurito per  la serata di San Valentino!), o gruppi di amici che vogliono provare l’ebbrezza di una serata in alta quota. Fissato l’orario per l’appuntamento a “valle”, facciamo salire i nostri ospiti a bordo del gattobus ed iniziamo la salita, che dura circa 20 minuti. Il calore del rifugio e la nostra accoglienza fanno da aperitivo ad una serata unica. La cena inizia con un antipasto montanaro, un bis di primi piatti seguiti da secondi di carne, come l’immancabile polenta con capriolo e funghi porcini, e va a terminare con dolci ai frutti di bosco e “tenerina” di cioccolato con mascarpone. Il caffè ed un infuso di mirtilli delle nostre Malghe chiudono una serata da “antichi sapori”.
Quest'inverno avete avuto anche la visita di qualche Vip. Ci racconta quali sono gli amici speciali delle Malghe?
Da sin., Maurizio Fini con Don Bergamaschi e
 un amico in visita alle Malghe  
E’ vero quest’inverno abbiamo avuto l’onore della visita del grande cantautore Francesco Guccini e di Don Antonio Bergamaschi, classe 1928, prete e grande alpinista, protagonista di tante spedizioni in ben altre quote, come tra gli 8000 dell’Himalaya, poi in Patagonia, nel  Karakorum, in Islanda e Groenlandia (ma la lista delle sue imprese sarebbe lunga!) che non disdegna di tanto in tanto assaggiare le nostre zuppe di porri e patate. Le persone che frequentano i rifugi in quota sono un po’ tutte “speciali” perchè fanno parte di un’unica famiglia, quella degli amanti dello stare insieme, scambiandosi esperienze davanti ad una grappa o un buon bicchiere di vino.
La vita tranquilla di montagna ti trasmette comunque “relax” e da quest’anno, con notevoli sforzi economici, abbiamo l’opportunità di offrire ai nostri amici una unica camera con 16 caldi posti letto con servizi doccia, per quanti dopo una bella “ciaspolata” casomai al chiarore di luna o dopo una camminata, con le nostre guide esperte vogliono trascorrere una notte in estrema tranquillità,per ripartire la mattina seguente dopo un’abbondante colazione. Non ultimo, il Rifugio Le Malghe è  base di appoggio ai volontari del Soccorso Alpino, (ai quali va un grosso ringraziamento per il loro prezioso lavoro) che svolgono qui i corsi regionali di aggiornamento, o di partenza per portare aiuto a camminatori e sciatori in difficoltà.
(info e prenot. 335.6090602).

sabato 8 marzo 2014

Monghidoro, il consigliere regionale PdL Bignami contro il sindaco Ferretti

Ricevo e pubblico questa nota del consigliere regionale Galeazzo Bignami su una querelle contro il sindaco di Monghidoro Alessandro Ferretti.

"Le risposte del Sindaco di Monghidoro ai quesiti che ho sottoposto a lui e alla Regione, invece che risolvere dei dubbi, ne pongono di ulteriori. Ferretti aveva due possibilità: o dare riscontro puntuale a quel che gli veniva chiesto; o cercare di alzare un polverone per nascondere qualcosa. Ha scelto la seconda, probabilmente perchè in cuor suo sa che il progetto inizialmente civico che egli aveva in mente si è rivelato essere il cavallo di Troia della sinistra e lui il mero strumento di quel PD che, se si fosse presentato con franchezza e sincerità dinanzi ai monghidoresi, avrebbe perso.
Purtroppo il Sindaco, non rispondendo ai quesiti che ho posto, non fa che confermare questi dubbi. Per questo non replicherò ai suoi tentativi di gettarla, proprio lui che dice essere civico, in rissa politica, limitandomi a riproporre le stesse semplici domande che gli ho posto tre mesi addietro, senza ottenere risposta. Saranno poi i lettori a giudicare: perché, tra i tanti consulenti disponibili, ha scelto proprio il revisore dei conti del PD per far valutare lo stato della SPM? Trova opportuno che questo consulente sia anche revisore dei conti di HERA, ovvero la holding che da tempo è ostile all'autonomia di Monghidoro e concorrente della SPM? Trova opportuno aver nominato assessore al bilancio il segretario del PD, di cui quel consulente è anche revisore dei conti? Non trova inopportuno questo intreccio di rapporti e conoscenze? Se è tranquillo di tutta questa situazione, perché non pubblica gli atti e le delibere del Comune e della SPM (di cui il Comune è unico proprietario) on line, garantendo trasparenza e partecipazione come aveva garantito nel proprio programma e come anche prescritto dalla legge? Ecco, le domande sono queste. A tre mesi di distanza ancora non sono pervenute risposte. E allora mi trovo costretto ad aggiungere un'altra domanda. Perché ha così paura di rispondere? In fin dei conti lui è il Sindaco; dovrebbe esserlo di tutti, anche di coloro che, sempre più numerosi, si affiancano a me nel porre questi quesiti. Imbarazzanti, forse, ma che meritano risposta. La politica, per questa volta, non c'entra. Gli interessi di Monghidoro, invece, c'entrano. Sempre".

Monzuno, la differenziata cresce ancora troppo poco: +2,34% in un anno, da 32,84% a 35,18%. Buona la raccolta di carta e oli esausti, ma non basta

L’Amministrazione rende noti i numeri della raccolta, e i dati poco lusinghieri dovrebbero far riflettere sulla necessità di adottare sistemi di raccolta più efficaci, introducendo incentivi per i cittadini che collaborano. Il primo dato è che la raccolta differenziata nel comune di Monzuno cresce appena di 2,34 punti percentuali nell'ultimo anno. Ma vediamo i dati in dettaglio.
A Monzuno il totale annuo di rifiuti raccolti, che nel 2012 è stato pari a 3.269 tonnellate, è stato di 3.361 tonnellate nel 2013, con un incremento della raccolta totale pari all'1,03%. L'Indifferenziato è passato in un anno da 2.195 tonnellate a 2.178 tonnellate, quindi è calato di appena l'1%. La Differenziata invece è passata da 1.073 tonnellate a 1.182 tonnellate, crescendo del 10,16%. La raccolta differenziata passa così dal 32,84% al 35,18% (era al 30% nel 2009) del totale. Quindi in 5 anni la crescita è stata in tutto di 5 punti percentuali, dal 30% al 35,18%. La cosa dovrebbe preoccupare, visti gli obiettivi del 65% che l'UE ha chiesto all'Italia. Senza andare tanto lontano, a Budrio ad esempio  la raccolta differenziata nel 2013 è stata di oltre il 75%, mediamente il doppio di quella che si riesce a fare nei comuni della montagna. Monzuno, pur con i suoi modesti risultati, tra i comuni della montagna non è comunque quello messo peggio. Ma di questo passo, cioè con una crescita di un punto percentuale all’anno, per arrivare all’obiettivo del 65% Monzuno e tutta la montagna dovranno aspettare 30 anni!
I 109mila kg in più sono costituiti da inerti di demolizioni (+17mila kg.), da ingombranti (+14mila kg.), da legno (+20mila kg.), da plastica (+13mila kg.), da ramaglie (+24mila kg.) e dalla carta (+30mila kg.). Tutti rifiuti che vengono raccolti presso le stazioni ecologiche, che sono ancora presenti in numero troppo limitato nella montagna e soprattutto hanno orari di apertura troppo corti per dare un servizio degno di questo nome. Questa è una responsabilità condivisa tra le singole amministrazioni comunali e Cosea, che non ha mai sviluppato una politica di potenziamento delle isole ecologiche presenti sulla montagna. Se un camion di rifiuti arriva alla stazione ecologica e la trova chiusa, perchè il suo orario è di poche ore al giorno, questo è un disincentivo oggettivo a conferire i rifiuti differenziati. Così alla fine dell'anno si riduce fortemente il dato della Differenziata che si sarebbe potuta raccogliere. Tornando ai dati di Monzuno, ci sono poi diversi rifiuti classificati tra quelli Differenziati che sono addirittura in calo tra 2012 e 2013: le batteria calano da 6.200 kg. a 4.700 kg., i beni durevoli da 52mila a 46mila kg., i metalli da 27mila a 23mila kg. e gli pneumatici usati da 13.660 a 11.540 kg. Quindi c’è ancora tanto ma tanto impegno da mettere se si vuole davvero ribaltare il rapporto tra indifferenziata e differenziata. L’unica nota positiva è che la raccolta degli oli esausti, quelli più pericolosi per l’inquinamento delle falde, sono cresciuti da 2.840 kg a 3.720 kg (+30%). E' pure andata bene la raccolta della carta, passata da 216 a 246 tonnellate (+8,8%). Ma è ancora troppo poco, e non serve neppure ripetere come una litania, che ormai tutti sanno a memoria, che “se i cittadini differenziano maggiormente i rifiuti, calano quelli che finiscono in discarica”. Che cosa è cambiato per le tasche del cittadino in questi ultimi anni? Niente, per non dire che le cose sono peggiorate, visto che la bolletta dei rifiuti pagata dalle famiglie e dalle attività è sempre cresciuta, a volte, come nel caso delle pizzerie e dei ristoranti, in modo insopportabile, mettendone alcuni a rischio chiusura. Finchè non si daranno segnali forti, del tipo “se tu Cittadino differenzi di più io Sindaco ti riduco la bolletta”, sarà impresa vana aspettarsi grandi progressi. Assistiamo invece al fenomeno contrario: più si chiede a famiglie e imprese di differenziare, più le varie TARSU, TARES e ora TARI crescono di anno in anno. Il dato di Monzuno è quindi decisamente  modesto, anche se resta allineato con quello degli altri comuni della montagna. Questo non giustifica i toni un po’ trionfalistici del comunicato diffuso dall’Amministrazione di Mastacchi, ripreso pari pari dal Carlino che evidentemente non ha letto i dati della tabella allegata. Sottolineare la crescita del 10% in valore assoluto della differenziata, mettendo in secondo piano il rapporto tra Differenziata e Indifferenziata, non è fare buona informazione.  La nota diffusa dal Comune stupisce ancora di più, se si ricorda che, con un recente convegno pubblico, il sindaco Mastacchi ha mostrato di prestare molta attenzione al problema dei rifiuti e di essere tra i sindaci più propositivi. Ma occorrono correttivi forti concordati con Cosea che ancora non si vedono.
Tutti i Sindaci dovrebbero cominciare a chiedersi, al pari dei cittadini chiamati a differenziare, per quale motivo al mondo si fa pagare sempre di più, chiedendo al tempo stesso ai cittadini di “lavorare” (gratis) per differenziare rifiuti che anzichè essere riciclati spesso finiscono nella stessa discarica o nello stesso inceneritore dell'indifferenziata. Infine la nota diffusa dall'amministrazione poteva sottolineare un aspetto importante: a determinare il risultato non può essere da sola la volontà del Comune, né l’impegno profuso da Cosea (migliorabile). Se non c’è la collaborazione fattiva della popolazione, ed è evidente che a Monzuno questa collaborazione non c'è stata, quella della differenziazione del rifiuto è una battaglia persa in partenza. Mentre la crisi dei consumi alimentari contrae anno dopo anno la quantità totale dei rifiuti umidi (la gente che fa la spesa compra meno e quindi butta anche via meno: lo dimostra il calo dell’organico, da 191.800 Kg sceso a 190.970), non accenna a calare la produzione totale di rifiuti, che resta il vero problema.

domenica 2 marzo 2014

San Benedetto, Alessandro Santoni commenta la candidatura di Pennacchio

In questo periodo, mentre altri ancora parlano, noi stiamo continuando a lavorare per portare avanti le nostre idee con, devo ammettere, buoni risultati. Come tutti sapete, la polemica è un argomento che non ci appartiene, ma rispondere alle parole del nuovo candidato è un atto dovuto.
Sugli argomenti, siamo gli unici che da tempo stiamo dando ampie risposte ai cittadini dimostrando di essere tutt'altro che vuoti di contenuti. Osservo oggi un'insolita novità: veniamo attaccati duramente come se fossimo l'Amministrazione uscente; questo mi fa piacere perché dimostra che siamo forti e presenti, come è effettivamente.
Una cosa è certa, sicuramente questa nuova candidatura ci consente definitivamente, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di dimostrare che la nostra è e sarà veramente una lista civica al di sopra delle parti, alle quali lasciamo senza invidia i vecchi modi "scorbutici" di fare campagna elettorale che hanno caratterizzato sterilmente per troppo tempo anche la nostra realtà locale, e che anche Raffaele Pennacchio conosce bene proprio perché ha partecipato direttamente ed indirettamente a molte di queste. Noi abbiamo scelto una linea diversa e la portiamo avanti, una linea che punta proprio sul modo di proporci, non più fatto di dure accuse ma esclusivamente propositivo, educato e rispettoso, per dimostrare sin da subito ad ognuno che saremo in grado di amministrare anche con senso civico. Non sprecheremo tempo per attaccare o giudicare gli altri, bensì lo utilizzeremo per parlare di noi e del nostro progetto, perché fortunatamente di cose da dire ne abbiamo, e ne abbiamo tante.
Come segno di correttezza, rispetto e trasparenza il nostro progetto è stato presentato non solo ai cittadini, ma anche a tutte le componenti politiche del territorio, perché la civicità che portiamo avanti non deve essere vista come rifiuto del passato, ma come segno di progresso e cambiamento.
Oggi i cittadini non vogliono più soggetti arroganti e privi di anche una minima esperienza, bensì persone serie e dotate di un livello di conoscenza adeguato al duro ed importante compito che dovranno affrontare. Proprio per questo, al nuovo candidato chiedo se è effettivamente consapevole di ciò che l'aspetta, se è consapevole che ciò che domani sarà richiesto è un impegno esclusivo, il che significherà anche rinunciare al proprio lavoro; la gente ci dà fiducia, ma in cambio pretende giustamente impegno e presenza. Io questo aspetto l'ho già chiarito più volte ed in più sedi, e le persone lo hanno apprezzato, dimostrando chiarezza e dicendo veramente ciò che potrò dare al nostro paese.
Concludo infine dicendo al nuovo candidato che i voti non si sottraggono, si conquistano. E questo è proprio quello che stiamo facendo noi.
E' comunque doveroso, come segno di rispetto, augurare a Raffaele Pennacchio buon lavoro.

                                                                                                                          Alessandro Santoni

sabato 1 marzo 2014

San Benedetto, Raffaele Pennacchio spariglia i giochi con la sua lista civica Il Nostro Bene Comune. Ora il PD deve decidere che cosa fare da grande

Dal nuovo candidato a sindaco per il Comune di San Benedetto, Raffaele Pennacchio, riceviamo questo breve comunicato, col quale entra “a gamba tesa” nella campagna elettorale, fin qui anche troppo tranquilla per l’assenza totale sulla scena di un candidato della sinistra di marca PD. L'entrata in scena a sorpresa del nuovo contendente cambia lo scenario e rimette in discussione anche la possibilità di uno scontro a tre.
Ho deciso – si legge nella nota - di creare una lista civica e chiamarla " IL NOSTRO BENE COMUNE " ed esserne il capolista, per questi motivi :
1)      Grande apertura ai problemi del nostro comune e massima trasparenza  con i cittadini di San Benedetto val di Sambro.
2)      Non condivido la gestione della lista civica Crescere Insieme  perché con troppa ipocrisia  denuncia civicità quando invece  è  pilotata da gente tutt'altro che “apolitica”.
3)      Trovo scorretto utilizzare la faccia pulita di Alessandro Santoni  fingendo pura civicità quando sono noti incontri  con componenti politici sia di destra che di sinistra.
4)      Il Comune di San Benedetto Val di Sambro ha bisogno di un’Amministrazione alternativa a questa di sinistra, ebbene, dobbiamo stare tutti insieme da destra a sinistra per formarla; possibile che per i capricci dei soliti cittadini critici e inconcludenti si debba escludere chi davvero vuole e può provare a cambiare il Comune ?
5)      il programma di Crescere Insieme e' ben scritto e infiocchettato come tutti i programmi, ma si guarda bene di affrontare i temi spigolosi del nostro comune come la scuola di Ripoli, la frana di Ripoli e il rapporto con l'autostrada,  la trasparenza degli uffici comunali con il cittadino, sgravi fiscali importanti per rilanciare le imprese, sgravi fiscali per incentivare i turisti, intervenire preventivamente sul grave dissesto che sta travolgendo tutto il nostro territorio, attuando un piano di prevenzione insieme alla Regione, incentivare l'intervento dei privati per eseguire opere per il bene comune e fargliene trarre profitto… poi, vogliamo parlare del fatto che in questo comune abbiamo una patrimoniale sugli immobili che e' la più alta d’Italia e  che ha totalmente bloccato l’edilizia del nostro comune ?
Per questi e per altri NON meno importanti motivi, la nostra lista chiede di essere ascoltata e valutata da  tutti quelli che hanno a cuore il nostro Territorio”.

Il nuovo candidato ha anche precisato che il suo scopo “non è solo sottrarre voti alla lista di Alessandro Santoni, ma di attaccare frontalmente il PD per la mala gestione con cui la sua giunta ha governato il territorio in questi 10 anni. Puntiamo quindi a prendere voti anche dall'elettorato scontento che prima votava a sinistra”.
Ora la palla passa agli iscritti e simpatizzanti del locale circolo PD, che potrebbero,  a questo punto, valutare anche ipotesi estreme, come ad esempio rinunciare ad una propria lista e aderire a quella di Santoni, per dare vita assieme ad un assembramento di "larghe intese" nel segno però di un rinnovamento. A favore di questa possibilità gioca il fatto che Santoni non ha mai attaccato direttamente l'operato della giunta Stefanini, lasciando una porta aperta a possibili alleanze con esponenti della giunta PD a fine mandato, a cominciare dal "candidato in pectore", l'indipendente Massimo Stefanini, rimasto fino ad oggi a bordo campo a scaldarsi senza scendere in pista come candidato ufficiale.
La giunta di Luca Stefanini ha infatti creato molto scontento tra le stesse file degli elettori di sinistra e puntare ad una vittoria di una lista PD senza prendere le distanze dagli errori commessi in questi 10 anni è considerato da molti cittadini un tentativo velleitario e suicida.
Si tratta quindi ora di salvare il salvabile, per non ripetere a San Benedetto quanto successo ad esempio a Camugnano l'anno scorso, dove una lista di sinistra apparentemente forte grazie ad un candidato come il giudice Libero Mancuso ha perso contro una delle due liste civiche, decretando il trionfo di Alfredo Del Moro. E' infatti assai improbabile che a San benedetto il PD riesca a trovare un candidato altrettanto forte, ed anche se l'avesse non avrebbe a questo punto maggiori probabilità di vittoria di quelle avute a Camugnano.

venerdì 28 febbraio 2014

San Benedetto Val di Sambro, la destra presenta il suo candidato alle comunali: Raffaele Pennacchio

Mentre a sinistra tutto tace (il PD locale è ancora in grande confusione, oppure è così sicuro di vincere che non scopre il suo candidato), a San Benedetto Val di Sambro sta per essere presentata una lista civica nettamente schierata a destra. A farlo sarà Raffaele Pennacchio, che domani scioglierà le ultime riserve e presenterà "Il nostro bene comune", di cui sarà capolista.
Da quanto si sa, è una lista che punta a sottrarre voti al candidato civico Alessandro Santoni, che fino ad oggi ha fatto campagna elettorale indisturbato, incontrando a ripetizione gli elettori sparsi tra il capoluogo e le tante frazioni e raccogliendo buoni consensi.
Se lo scontro presto si farà duro, come sembra, vedremo quanti saranno i "duri" disposti a giocare...

Giunta Regionale: condannata dalla Corte dei Conti a rimborsare 150mila euro più interessi e spese legali. Ecco la sentenza integrale

Questa Sentenza è stata depositata in segreteria lo scorso 14 gennaio 2014. Nel testo si fa divieto di menzionare per esteso i nomi degli Assessori condannati. Dalle loro iniziali (si tratta di quelli che risultavano in carica nel 2007-2008) è comunque facile risalire ai nomi.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DEI CONTI
SEZIONE GIURISDIZIONALE
PER LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
composta dai seguenti magistrati:
dott. Marco Pieroni                                                 Presidente f.f.
dott. Massimo Chirieleison                                     Consigliere relatore
dott.ssa Elena Lorenzini                                          Consigliere
VISTI il regio decreto 13 agosto 1933, n. 1038 ed il decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19;
VISTI gli atti ed i documenti di causa;
UDITI nella pubblica udienza del giorno 23 ottobre 2013 – con l’assistenza della signora Stefania Brandinu – il relatore, consigliere Massimo Chirieleison, il Pubblico ministero rappresentato in udienza dal Sostituto Procuratore generale dott. Filippo Izzo, l’avvocato Franco Mastragostino e l’avvocato Roberto Bonatti, su delega dell’avvocato Maria Rosaria Russo Valentini, per i convenuti;
ha pronunziato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di responsabilità iscritto al n.R.G.43580/R, proposto ad istanza del Procuratore regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Emilia Romagna della Corte dei conti nei confronti dei signori B. G., C. A., D. A.M., D. F., E. V., G. L., P. G., R. T., R. A., Z. L., G. G., rappresentati e difesi dall'avv. Franco Mastragostino e dall’avvocato Maria Rosaria Russo Valentini.

sabato 8 febbraio 2014

Carisbo, azionista di Bankitalia, aumenta la patrimonializzazione

Grazie al decreto passato il 29 gennaio, cresce di 48mila volte il valore del 6% di quota
di capitale di Bankitalia, passato da 10mila a 450 milioni di euro. Toccasana per i conti

Passa la conversione in legge del D.L. 133/2013 e Carisbo può festeggiare. Il suo 6% di quote del capitale di Bankitalia, che valeva fino a ieri meno di una Panda usata, si è infatti rivalutato, grazie alla conversione in legge del decreto, di ben 643 volte, ed oggi vale 450 milioni. Tanto più che Carisbo fa parte del gruppo leader in Italia Intesa Sanpaolo, che è in assoluto il gruppo più beneficato dal decreto noto  come “Bankitalia-IMU”, quello che i suoi detrattori hanno bollato come “decreto-porcata”. Intesa possiede, da sola, oltre il 30% del capitale di Bankitalia, che arriva al 42,5% sommando le quote delle controllate come Carisbo. Questo 30%, se prima valeva una miseria, neanche 50mila euro, ora vale circa 2,4 miliardi, niente male...
La banca bolognese  ha chiuso il bilancio 2012 con un passivo (pari all’attivo) di 10,5 miliardi, cioè circa 15 volte il suo capitale, che è di 700 milioni di euro.