venerdì 18 ottobre 2013

Il gioco d’azzardo, terza industria per fatturato del Paese

Sarebbero almeno  10mila in Emilia-Romagna i giocatori ad alto rischio di dipendenza, con oltre 800 persone seguite dai SerT (Servizi per le dipendenze patologiche delle Aziende Usl). Questi dati, di fonte CNR e IPSAD, sono stati diffusi lo scorso maggio nell’incontro col quale la Regione Emilia-Romagna ha accolto l’invito dell’ANCI e combattere questa piaga sociale. ANCI e LEGAUTONOMIE dell’Emilia-Romagna hanno recentemente dato vita al Coordinamento Regionale degli Amministratori dell’Emilia-Romagna per contrastare il gioco d’azzardo. Nell’ambito di tale impegno si rinnova l’invito ai Comuni ad aderire al Manifesto dei Sindaci contro il gioco d’azzardo. Va detto però che, a tutt’oggi, tale invito è stato abbastanza snobbato da moltissimi sindaci. Secondo quanto pubblica il sito http://www.scuoladellebuonepratiche.it/, in Emilia-Romagna sono ancora pochissimi i sindaci che hanno firmato il manifesto, e nel territorio della provincia sud di Bologna si contano sulle punte delle dita: Sasso Marconi, Bazzano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castelguelfo e Castel S.Pietro Terme. Non hanno ancora aderito né Bologna, né alcuno dei comuni delle Cinque Valli, come neppure del Medio e Alto Reno. E’ noto del resto che moltissimi apparecchi sono installati in locali pubblici che, avendo poco giro d’affari, sopravvivono grazie agli incassi delle giocate, alimentando però i fenomeni di dipendenza.
Nel frattempo la Regione Emilia-Romagna, in attesa che dal Governo arrivi una legge capace di regolamentare, arginare, e se possibile ridurre la proliferazione di giochi d’azzardo di ogni tipo, si è dotata, unica in Italia, di una Legge regionale, la n. 5 del 4 luglio 2013, che prova a contrastare il fenomeno. Nell’ambito delle sue limitate prerogative, la Regione ha stabilito che i Comuni possono dettare previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione, alle strutture e alle dimensioni delle sale da gioco. Un articolo della legge prevede che il personale operante nelle sale da gioco sia tenuto a frequentare corsi di formazione predisposti dalle AUSL sui rischi del gioco patologico e sulla rete di sostegno. Inoltre, all'interno delle sale da gioco, i gestori sono tenuti ad esporre: un test di verifica, predisposto dalla Ausl competente per territorio, per una rapida autovalutazione del rischio di dipendenza, e i depliant informativi riguardo la disponibilità dei servizi di assistenza. L'inosservanza delle disposizioni è punita con sanzioni amministrative da 6.000 a 10.000 euro applicate dall'Ausl territorialmente competente.  I proventi sono destinati al finanziamento dei piani di zona di ambito distrettuale.  Infine, la legge ha istituito il marchio regionale "Slot freE-R", che viene rilasciato dalla Regione agli esercenti di esercizi commerciali e ai gestori dei circoli privati che scelgono di non installare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d'azzardo. Ai  Comuni viene invece raccomandato di istituire un pubblico elenco degli esercizi in possesso del marchio "Slot freE-R".
Ma se i comuni non deliberano le limitazioni previste dalla legge, non ne accolgono le raccomandazioni, specie sulla localizzazione delle sale e nell’istituzione dell’Albo "Slot freE-R", anche la legge è inutile.

Secondo un documento prodotto l’anno scorso dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera, il fatturato totale del gioco d’azzardo nel 2011 ha sfiorato gli 80 miliardi di euro, dai quali lo Stato ha guadagnato 8,8 miliardi. La spesa annua pro-capite è impressionante, 1.200 euro, con circa 2 milioni di persone, su 30 milioni dedite abitualmente al gioco d’azzardo, a rischio dipendenza. Se la stima dei tossicodipendenti è di 393.000 persone, quella fatta per i dipendenti cronici del gioco è pari almeno al doppio, secondo dati forniti dall’Associazione Libera di Don Ciotti. Infine circa 400.000 sono gli apparecchi censiti nei bar e nelle sale giochi in tutta Italia. A trainare il settore dei giochi sarebbero stati, nel 2011, le Newslot e le Vlt (Video lottery terminal), che da sole avrebbero incassato 41,6 miliardi, pari al 54,4%, seguite a distanza da Lotto e Lotteria, con 19,4 miliardi di euro, pari al 25,3% del totale. Il gioco d’azzardo è ormai diventata la terza industria italiana per fatturato e ha ormai raggiunto costi altissimi e insopportabili perché sta rovinando migliaia di famiglie, senza considerare i numerosi suicidi. La dipendenza di molte persone è aumentata, persino per il gioco online, a causa della crisi economica. Molte famiglie povere tentano la fortuna giocando per disperazione e si impoveriscono sempre di più. Da anni è emerso che anche dietro il gioco legale è coinvolta la criminalità organizzata, con la mafia in prima fila. 

venerdì 11 ottobre 2013

Crescono gli incidenti stradali con animali selvatici Ecco come comportarsi e in quali casi è opportuno o possibile chiedere i danni.

Gli ultimi mesi hanno visto una vera strage di animali, oltre ad una crescente apprensione degli utenti delle strade, coinvolti in un numero elevatissimo di incidenti per i quali non verranno rimborsati da nessuno. Che succede quando si investe un capriolo, un daino, un cervo o un cinghiale? Prima di tutto ci si resta male per l’animale, che credendo di poter vivere libero nel suo territorio non aveva fatto i conti con il traffico stradale. Poi ci si resta male di nuovo appena si scopre che nessuno rifonderà i danni al mezzo, sia esso una moto, un’autovettura o altro, come pure gli eventuali danni alle persone. Infatti, tranne nel caso in cui l’utente non abbia un’assicurazione kasco (ma spesso anche qui ci sono limitazioni), egli dovrà riparare i danni provocati al mezzo a sue spese. In rari casi, quando si può dimostrare che l’animale non era evitabile, specie se colpisce il veicolo sulla fiancata, anziché frontalmente, si può tentare di chiedere un risarcimento alla Polizia Provinciale. Ecco un vademecum che abbiamo approntato per fronteggiare queste situazioni.
Ho investito un cervo: che faccio?
Stai guidando e improvvisamente un animale esce dalla boscaglia. Non facendo in tempo a evitarlo, lo investi in pieno. L’animale ora giace in mezzo alla strada più morto che vivo e anche la tua macchina non sta benissimo: che fare? Allora, innanzitutto, bisogna tenere presente che la legge impone di prestare soccorso agli animali feriti in seguito all’impatto con autoveicoli. Prestare soccorso non significa cercare di curare l’animale in qualche modo, ma allertare il prima possibile chi ha le competenze per farlo. Per questo, la provincia di Bologna ha attivato un servizio di recupero animali grazie alla collaborazione con il “Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Monte Adone” (051/847600), che è attivo 24 ore su 24. Nel caso di animali pericolosi - ungulati, tassi, volpi, istrici e lupi - un operatore del Centro ti raggiungerà sul luogo dell’incidente. Quindi, prima di telefonare, cerca di fare mente locale per essere in grado di spiegare approssimativamente dove ti trovi. Se invece il tuo veicolo ha urtato un animale di dimensioni più piccole - come un riccio o un passerotto - toccherà a te portarlo al Centro Monte Adone (Via Brento 9 - 40037 Sasso Marconi), magari dopo averlo messo in una scatola per tranquillizzarlo. Dopo aver prestato soccorso all’animale, se desideri essere risarcito dei danni che il tuo veicolo ha subìto, puoi telefonare all’Unità operativa Assicurazioni del Servizio Provveditorato (051/6598491).

Nel caso la provincia di Bologna ritenga di avere qualche responsabilità, verrai risarcito dei danni che il tuo veicolo ha riportato in seguito all’urto con l’animale. Se l’incidente è avvenuto su una strada provinciale, in determinati casi si viene risarciti, a meno che non fosse presente l’apposita segnaletica “attraversamento animali”. Se invece è avvenuto su una strada comunale, mai. A chi inviare la richiesta di risarcimento dei danni? Direttamente alla Provincia, via Zamboni 13, 40126 Bologna. L’U.O. Assicurazioni del Provveditorato passerà la pratica alla compagnia assicurativa che nominerà un perito per verificare il danno e la dinamica dell’incidente.            (Elena Baldi)

Lo abbiamo chiesto alla Provincia: quanti sono gli incidenti con animali sulle strade? Risposta: boh?

Che dimensioni ha il problema dei sinistri stradali che coinvolgono animali selvatici sulle strade del territorio provinciale? Esistono dati? Per cercare di scoprirlo ci siamo rivolti alla Polizia Provinciale, uno dei tanti corpi di Polizia creati per dare una mano ai cittadini a vigilare e a mantenere l’ordine. Il Corpo è organizzato in 8 Zone Operative, di cui 3 includono territori della montagna: Zola Predosa, Montorio-Monzuno e Silla-Porretta Terme. A queste si aggiungono altre 5 Zone di pianura. Inoltre dispone di altre 2 Unità Operative: la Polizia Ambientale e l’Unità Operativa stradale, in pratica quella che gestisce gli autovelox. Il tutto è posto sotto l’alto comando di Maria Rosaria Sannino, che risponde a sua volta direttamente a Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia con delega alla Polizia Provinciale.
Per affrontare il problema costituito dal numero crescente di animali che, liberi di girare dove vogliono, causano un gran numero di sinistri sulle strade, oltre che alla produzione agricola - con costi per i risarcimenti che alla fine sono sostenuti sempre dai cittadini stessi, e solo in parte dai cacciatori - ci siamo rivolti in prima battuta ad uno degli uffici di zona, quello di Montorio. Qui un agente molto gentile, che ci ha ricevuto nelle ore di ricevimento al pubblico che sono al giovedì pomeriggio, ci ha informato che non sono disponibili dati sugli incidenti della sua zona e che tali dati vanno richiesti al Comando Provinciale. Prima di spedire una mail di richiesta, abbiamo telefonato, il lunedì mattina seguente, per avere conferma del fatto che la mail di richiesta andasse spedita al Comandante in persona. Ci è stato detto che, per fornire dati alla stampa, al Comandante sarebbe servito qualche giorno, e che saremmo stati richiamati comunque entro la settimana. Arrivato il venerdì senza avere riscontri, abbiamo richiamato per spiegare, ad altra persona della segreteria del Comando, che eravamo in attesa dei dati. Ci è stato detto che l’istanza era stata riferita alla Comandante e di inviare intanto una mail. Cosa che abbiamo fatto. Al martedì seguente, non avendo avuto nessuna risposta alla mail, con cui chiedevamo anche di sapere quale comportamento deve tenere un automobilista investito o che investe animali selvatici, abbiamo ritelefonato. Ci è stato detto che la Comandante è spesso fuori per motivi di servizio e che i dati richiesti sarebbero stati trasmessi appena disponibili.
Quindi dopo 12 giorni di richieste e di attese non abbiamo in mano nulla. Questo può significare due cose: che la Polizia Provinciale ha un organico male organizzato o insufficiente oppure che questi dati non li ha. Se erano infatti in un data base era semplice fare un copia-incolla… Al contrario, la Polizia è efficientissima nel notificare multe con l’autovelox che portano soldi alle esangui casse pubbliche. L’autovelox posto sulla S.P. 569 di Vignola, in particolare, da quanto ci risulta, è un vero e proprio bancomat per la Provincia. Molte delle multe spedite riguardano il superamento del limite dei 90 Km/h di appena 1 o 2 Km

Un'Idea di Appennino n. 25 Ottobre 2013 è on line

Mentre le copie stampate sono in distribuzione sul territorio, è possibile sfogliare e leggere on line il nuovo notiziario di Ottobre 2013: www.unaideadiappennino.it.

martedì 3 settembre 2013

Un'Idea di Appennino, è on line il numero di Settembre 2013. Speciale di 7 pagine su Ristrutturazioni edilizie e Detrazioni fiscali

Il numero di settembre di Un’Idea di Appennino è on line (www.unaideadiappennino.it) e contiene, oltre alle notizie sui Comuni e sul territorio appenninico, uno Speciale di  7 pagine con servizi sul tema delle Ristrutturazioni e Detrazioni fiscali in vigore.
Ecco gli articoli ed i temi affrontati.
“Chi può, ristrutturi”
“Per quali lavori spettano le agevolazioni”
“Gli adempimenti”
“Gli interventi di efficienza energetica” (65% di detrazioni).
“I pagamenti, la certificazione necessaria e i documenti da inviare”.

Inoltre anche la Regione Emilia-Romagna si adegua. Ad agosto è stata approvata la L.R. 15/2013, “Semplificazione della disciplina edilizia”, che dal 28 settembre 2013 introduce una serie di modifiche e semplificazioni burocratiche che interessano costruttori, privati acquirenti e proprietari interessati ad ampliamenti, manutenzioni straordinarie, etc. La legge è scaricabile e consultabile a questo link: http://territorio.regione.emilia-romagna.it/in-evidenza/approvata-la-nuova-legge-regionale-sulledilizia.

Festival dell'Unità, assente il tema delle Unioni dei Comuni. Intervista a Simonetta Saliera: "L’organizzazione di un programma di un’iniziativa pubblica è di stretta competenza degli organizzatori..."

Non se ne parla abbastanza, ma è il tema più importante dal tempo della nascita delle Regioni in Italia. La legge regionale 21 rivoluzionerà il rapporto tra cittadini e istituzioni, e abbiamo chiesto a Simonetta Saliera, vicepresidente della Giunta regionale e “regista” del riordino istituzionale, di fare il punto della situazione. Ecco le domande e le sue risposte. D. Nel programma della festa provinciale dell'Unità, il tema "L.R. 21" su riordino amministrativo e Unioni dei Comuni è del tutto assente. Viene appena sfiorato il tema della Città metropolitana, il 9 settembre, con Draghetti, Manca e Merola. Eppure si tratta di una questione che tocca da vicino il futuro di tutti i territori della regione. Una svista degli organizzatori o una scelta dell'Amministrazione Regionale di tenere un basso profilo sull'argomento?
“L’organizzazione di un programma di un’iniziativa pubblica è di stretta competenza degli organizzatori. Al tema riordino sono state dedicate decine di dibattiti in iniziative pubbliche, Feste dell’Unità e altri incontri pubblici di vario orientamento politico, culturare, sindacale. La realizzazione della legge 21 e la delimitazione degli ambiti è il frutto di tre anni di serio confronto sul territorio, con i sindaci, con le parti sociali, con tutti i partiti, con associazioni di cittadini. Personalmente ho partecipato, da Piacenza a Rimini, a 150 incontri, di cui almeno una dozzina nella zona della Valle del Reno”.
D. I ricorsi a TAR e Consiglio di Stato di Camugnano sono stati affidati ad un esperto, già consulente della Regione, come l'Avv.to amministrativista Graziosi. Potrebbero mettere in crisi l'assetto e la portata della L.R. 21? Il modo in cui la nostra Regione ha tradotto i contenuti della legge nazionale non sono troppo rigidi?
La Regione ha approvato e sta applicando, in accordo con i Comuni e le parti sociali, una legge che ha come obiettivo quello di ridurre i costi di gestione liberando così risorse per i servizi alla persona, le politiche per il lavoro e le imprese, la cura del territorio. Veniamo da anni in cui, a partire dalla manovra varata dall’allora governo Berlusconi nel 2010, i trasferimenti statali alle Regioni, ai Comuni, alle Province, sono stati pressoché azzerati. In questo quadro la Regione e l’intero sistema degli Enti Locali si è fatta portatrice della necessità di fare di più con meno, riducendo i costi di gestione per garantire i servizi, gli sportelli sul territorio vicino alle persone. Il processo di riordino istituzionale che si sta facendo in Emilia-Romagna va proprio nella direzione di permettere ai Comuni di mantenere le risorse per i cittadini. Ho grande ammirazione per quei sindaci che accettano questa sfida perché confermano di avere a cuore prima di tutto la soluzione dei problemi dei loro concittadini”.
D. All'indomani dei ricorsi di Camugnano e Lizzano, è stata presentata una decina di emendamenti che "ammorbidiscono" la legge regionale. C'è un nesso tra le due cose o è solo un caso?

“Le modifiche sono frutto dell’intesa tra Giunta, Assemblea e sistema delle autonomie e permettono a quei Comuni che vogliono partire in un processo di Unione (nel rispetto dei vincoli regionali e nazionali tra cui quella di una sola Unione per Ambito) di partire. La Regione, con propri incentivi e sostegno anche tecnico, è al loro fianco perché crediamo fortemente in quello che ho provato a spiegare prima: da soli non si va più da nessuna parte, solo lo stare insieme può dare un futuro alle nostre comunità, specie quelle più fragili come può essere la nostra montagna a cui in questi anni abbiamo dedicato tanto affetto, tanta cura e tante risorse per superare le diseguaglianze rispetto alla pianura e assicurare a tutti i cittadini gli stessi diritti”. Saliera è certamente uno degli amministratori più attenti e preparati della nostra Regione. Ciò non toglie che la Legge 21 poteva essere concepita in modo più flessibile, lasciando a sindaci e cittadini maggiori spazi di scelta.

La Quercia (Marzabotto), prende il via il Primo Campionato Italiano di Polpette

E’ ufficiale: presso l’Agriturismo La Quercia (loc. di Marzabotto a 3 Km da Vado) prende il via il Primo Campionato nazionale di Polpette “Pulpet Fiction”. Sono ammesse polpette di tutti i tipi, quelle “della nonna”, quelle calabresi, quelle della Valtellina, quelle dell’Isola d’Elba, insomma polpette di ogni forma, misura e provenienza, anche dall’estero. Qualcuno ha già proposto di presentarsi in gara con le polpette di Lilly e il Vagabondo. Chiunque abbia una ricetta particolare per fare le polpette, può aspirare a portarsi a casa il titolo di Primo Campione Nazionale di polpette. Ecco il regolamento. Alla prima serata, che si terrà venerdì 27 settembre, saranno ammessi a partecipare 4 concorrenti scelti tra coloro che avranno inviato, tramite mail, una ricetta di polpette. Un’apposita giuria nominata dall’Agriturismo La Quercia sceglieranno le ricette dei 4 fortunati tra quelle pervenute. Lo staff di cucina de La Quercia preparerà le polpette rispettando le ricette, ed il pubblico presente a cena (costo: 15 euro) potrà votare, dopo avere fatto gli assaggi nell’ambito di un menù completo (non solo di polpette, per capirci). Per bilanciare colpi di mano di giurati amici, una giuria specializzata, sempre nominata da La Quercia, aggiungerà i propri voti a quelli del pubblico. Ogni mese, a partire da settembre, verrà dedicata almeno una serata al campionato, in  modo da arrivare alla primavera prossima con una tornata di semifinali (due serate con 8 semifinalisti) ed una finalissima con i quattro migliori che si sfideranno per il podio. Il Primo classificato si aggiudicherà un’opera pittorica dal titolo “Ritratto con Polpette”, ispirato alle nature morte di Morandi, che a poca distanza aveva il proprio studio. Ad eseguirlo sarà Beatrice Bignardi. Tutte le ricette pervenute saranno pubblicate sul profilo Facebook de La Quercia, e alla fine saranno pubblicate in un libro dal titolo “Pulpet Fiction: cento modi per uccidere le polpette”.

martedì 6 agosto 2013

Autostrade per l'Italia: "Ammontano a 234,4 milioni di € le risorse spese come compensazione ambientale nei 6 comuni attraversati dalla Variante di valico"

Chissà se i residenti di questa porzione d’Appennino, interessata in questi anni dai lavori della Variante di Valico, si sono mai chiesti a quanto ammontano, in totale, i costi sostenuti da Autostrade per compensare i territori attraversati dall’opera. Da un po’ avevamo questa curiosità, e abbiamo girato la domanda a Società Autostrade, che ci ha subito risposto. Beh, è un mare di soldi. Per cominciare, diciamo subito che si tratta di circa il 10% del costo totale dell’opera. E per dirla tutta, aggiungiamo che si tratta della bella cifra di 234,4 milioni di euro, spesi per finanziare opere a favore dei territori di 6 Comuni: Sasso Marconi, Marzabotto, Monzuno, Grizzana Morandi, San Benedetto Val di Sambro e Castiglione dei Pepoli: quelli cioè interessati dall’ impatto ambientale della Variante di Valico. Tali opere comprendono quelle di “restauro e valorizzazione ambientale (PREVAM) realizzate da Autostrade per l’Italia nell'ambito dei lavori autostradali, gli interventi sul territorio sempre realizzati da Aspi con specifici appalti, e le opere cosiddette "non causa effetto", finanziate da Aspi e realizzate dai Comuni e da Hera”. Si tratta di una media di 39 milioni di euro a Comune, se i conti di Società Autostrade sono esatti, cosa di cui non ci permettiamo di dubitare. E dire “una media di 39 milioni di euro a Comune”, significa che un Comune ne avrà avuti magari un po’ meno, diciamo 20, ed un altro un po’ di più, diciamo 60. Se si pensa che i bilanci di alcuni di questi Comuni raggiungono a malapena i 10 milioni annui, si capisce che il fatto di ricevere, nel giro di pochi anni,  opere per un controvalore compreso tra 20 e 60 milioni sia alquanto straordinario, di quelli che capitano una volta ogni cent’anni, se capitano. Questo mare di soldi, tanto per capirci, corrisponde ad un raddoppio del gettito netto di una decina di anni di IMU, TARES e multe, e pone il problema di come faranno, questi sei Comuni, a tornare ad un regime normale di entrate dopo aver goduto, per un certo arco di tempo, di questa formidabile iniezione di capitali, sia pure quasi sempre sotto forma di opere (quindi spesso senza neppure l’impegno progettuale ma solo esercitando il controllo) e in qualche caso anche di risorse liquide, da spendere dove serviva. Come sarebbe, oggi,  questo territorio senza questi 234,4 milioni di opere realizzate, o in corso di realizzazione, che ne hanno cambiato la fisionomia, si può supporre, in termini migliorativi? Nuove strade che prima non c’erano, estensione della metanizzazione che prima non c’era, sistemi fognari e di illuminazione che prima non c’erano, a volte perfino edifici ad uso pubblico che prima non c’erano, sono stati tutti finanziati e realizzati  grazie al fatto che la Variante è passata per di qua anziché da un’altra parte. Tra un paio d’anni i cantieri della Variante chiuderanno, alcune migliaia di lavoratori che per anni hanno frequentato bar, negozi, alberghi e ristoranti se ne andranno. Resterà la Variante, completata nelle sue gallerie, nei viadotti e negli svincoli, e resteranno le strade,  alcune nuove, altre rifatte. Resteranno scuole, campi sportivi, opere di urbanizzazione e impianti che non ci sarebbero mai stati. E avremo nuovi sindaci, alcuni dei quali scelti dai cittadini nelle prossime elezioni della primavera 2014, senza più un soldo da poter spendere, perché sarà già stato speso tutto, che torneranno a dover fare i conti solo con IMU e TARES... E per loro sarà dura, dopo anni coi cassetti pieni, tornare a fare i conti con la realtà di casse vuote e con le aspettative di territori abituati a ricevere tanto.

Suzzano di Vergato, serata di poesia e musica per la rassegna L'importanza di essere piccoli

Passa per Suzzano (nei pressi di Cereglio, comune di Vergato) stasera la rassegna di musica d’autore e poesia L’importanza di essere piccoli, curata e organizzata da Sassiscritti con la direzione artistica di Daria Balducelli e Azzurra D'Agostino. Pensata e sviluppata per essere ambientata nei borghi dell’Appennino bolognese, è partita domenica 4 agosto con un’anteprima nel borgo di Massovrana (Badi/Castel di Casio) con un live acustico del cantautore olandese Bart la Falaise seguito da Federico Frascarelli, con brani chitarra e voce. Nel corso della serata letture corali, “improvvisate, folli e iridescenti di 4 poeti underground”. Ieri sera 5 agosto presso il parco fluviale di Molino del Pallone (Granaglione) la rassegna ha proposto il cantautore Colapesce, vincitore della Targa Tenco 2012 come migliore opera prima col suo album Meraviglioso declino, ed il poeta senese Stefano Dal Bianco.
Stasera a Suzzano gli abitanti addobberanno la piazzetta preparando anche un piccolo buffet di benvenuto. Alle 21 sul palco  la poetessa e traduttrice Anna Maria Carpiuna, presentata dagli organizzatori come una “tra le più importanti ed interessanti autrici e intellettuali contemporanee. Formatasi all’Accademia di Brera, partecipando a esposizioni a Milano e a Colonia, ha vissuto per diversi periodi a Bonn; saggista e traduttrice di poeti tedeschi (da Gottfried Benn, Kleist, Nietzche, Grünbein a Enzensberger) si confronta con la vita quotidiana e con le grandi domande ontologiche, con quel mistero abissale che si cela nei gesti di tutti i giorni, nella vita che scorre come la prosa e che ha slanci di verticale poesia. Un linguaggio familiare che filtra nella pelle, arriva anche alle persone che non sono “abituate” ad ascoltare poesia”. A seguire, il musicista, produttore e songwriter Giangrande, “capace di muoversi con grazia ed eleganza all’interno dei diversi linguaggi e stili musicali: dalla canzone d’autore all’elettronica fino alla colonna sonora. In questo momento in tour con Daniele Silvestri come chitarrista della band, Giangrande porta a Suzzano il suo ultimo album da solista, Directions, prodotto da Paolo Benvegnù. Un album dalle atmosfere delicatissime, cantato in tre lingue, un respiro internazionale che però bene si sposa - grazie alla delicatezza della voce di Giangrande - con l’intimità di un piccolo borgo”.
Daria Balducelli (foto Guido Mencari),
assieme ad Azzurra D'Agostino cura
la direzione artistica della rassegna
Domani mercoledì 7 agosto la rassegna continua tra i castagneti di Poranceto (nel comune di Camugnano). Nel raccoglimento del castagneto, in quel silenzio referenziale che si crea a contatto con la natura, gli ospiti potranno ascoltare la “mitologia contemporanea” di Ida Travi, poetessa, ma anche studiosa di filosofia. Segue Cesare Basile, artista che suona e scrive dall’inizio degli anni ottanta e vanta collaborazioni con John Bonnar (Dead Can Dance), Nada, Lorenzo Corti , Cristina Donà, Delta V ed altri.
Giovedì 8 agosto il borgo magico della Scolca (nei pressi di Grizzana Morandi) ospiterà l’incontro con la poesia di Antonella Anedda, vincitrice del Premio Rèpaci Viareggio” 2012 con la raccolta Salva con nome, e con la musica di Pino Marino, compositore, pianista e chitarrista, che la rivista Il Mucchio selvaggio definisce “…una voce evocativa che intona testi per i quali si può scomodare il termine poesia, poesia concreta e surreale, profonda e ironica, intrisa di malinconia così come illuminata di speranze…”
Venerdì 9 agosto termina il viaggio degli artisti e degli spettatori nelle terre dell’Appennino con il consolidato appuntamento a Capugnano (Porretta Terme), dove sul palco saliranno altri due grandi artisti: Milo De Angelis, che oltre ad essere un grande poeta ha tradotto superbamente dal francese e dalle lingue classiche Racine, Baudelaire, Blanchot, Eschilo, Lucrezio, e Umberto Giardini, conosciuto per molti anni con lo pseudonimo Moltheni, con i suoni elettrici del bellissimo ultimo disco La dieta dell’imperatrice.
Maggiori dettagli sulla rassegna su http://sassiscritti.wordpress.com/ e su Fb: L'importanza di essere piccoli.