giovedì 14 marzo 2013

Madonna dei Fornelli, cedono diversi tratti della strada appena rifatta che collega Qualto e Montefredente. Si prospetta un altro anno di chiusura


Monta la rabbia tra i residenti di San Benedetto Val di Sambro dopo che ieri, per diversi cedimenti lungo il tratto che collega Madonna dei Fornelli a Montefredente, la strada è stata nuovamente chiusa. Dopo la frana del 2009 che aveva reso necessari importanti lavori di riprogettazione del percorso, la strada era rimasta chiusa fino all’estate 2012 per lo svolgimento dei lavori. Ad appena sei mesi dal suo completamento, realizzato da maestranze che operano per Società Autostrade e fatto a suo carico, la strada è collassata a dimostrazione del fatto che due anni non bastano per riprogettare una strada di appena 6 chilometri in zona franosa. Dopo che i lavori sono stati portati avanti con una lentezza alla quale la stessa amministrazione comunale non ha saputo opporsi, creando fortissimi disagi al traffico che da Monghidoro transita verso l’A1 ed a tutti i residenti, il cedimento dimostra che l’opera è stata mal progettata e che le risorse impiegate sono state mal spese. Si rendono ora necessari nuovi forti investimenti, mentre la chiusura della strada potrebbe protrarsi per tutto il 2013.

Sciopero bus, Prefetto ingiunge sospensione immediata dello sciopero. Procura aprirà fascicolo per interruzione di servizio


Mentre giunge notizia che il Prefetto Tranfaglia ha disposto l’interruzione immediata dello sciopero, il procuratore aggiunto e portavoce della procura Giovannini informa che verrà aperto un fascicolo per interruzione di pubblico servizio  e violenza privata, qualora venisse confermata la circostanza che ad alcuni autisti é stato impedito di uscire dai depositi con i mezzi.
Questa è la  dichiarazione  congiunta  di Andrea Colombo (assessore Mobilità  e  Trasporti  del  Comune  di  Bologna),  Giacomo  Venturi  (vice presidente  della  Provincia  con  delega  ai  Trasporti)  e  Alfredo  Peri (assessore Mobilità e Trasporti Regione Emilia-Romagna) appena diramata:

"Il  blocco  selvaggio  del  servizio  avvenuto  questa mattina ad opera di alcuni  gruppi  di  dipendenti  di TPER, al di fuori di ogni regola e senza alcun preavviso, prima ancora che un’azienda ha preso in ostaggio un’intera città, decina di migliaia di cittadini che devono muoversi per necessità di lavoro, studio e salute.
Regione,  Provincia e Comune di Bologna condannano con forza questa grave e irresponsabile  iniziativa,  che  genera  danni  di  portata  enorme  ad un servizio  pubblico  fondamentale,  e sequestra il diritto costituzionale di ogni cittadino a potersi muovere liberamente.
Le Istituzioni chiedono l'immediata cessazione dell’agitazione e la ripresa del  servizio,  ed hanno convocano con urgenza, per oggi, le organizzazioni sindacali  e  l’azienda  per  un  confronto  civile,  che  ha tuttavia come presupposto  imprescindibile  l’immediato  ripristino  della legalità e del rispetto dei diritti dei cittadini".

Bologna, sciopero senza preavviso dei bus, traffico in tilt. I sindacati denunciano così i conti in rosso per 9 milioni del primo esercizio Tper


Traffico in tilt stamane a Bologna per lo sciopero selvaggio Tper attuato senza preavviso. Revocato il blocco del traffico del giovedì. Lo sciopero è legato all’annuncio di oltre 9 milioni di euro di perdite del colosso nato dalla fusione di ATC e FER dopo il suo primo anno di vita. I sindacati denunciano tra le cause errori del management a partire dal raddoppio dei dirigenti e da un aumento dei consulenti. Come sottolinea un articolo apparso oggi sul  Corriere di Bologna, sarebbero stati compiuti errori nel calcolo degli ammortamenti,

martedì 12 marzo 2013

Regione, sanità: si applicano i protocolli anche se fanno spendere di più


La risoluzione presentata in Consiglio regionale da M5S è stata respinta. “Ancora una volta il Partito Democratico si guarda bene dal dare un segnale di libertà, preferendo ergersi in difesa delle lobby farmaceutiche piuttosto che della Costituzione”, attacca Defranceschi. Il caso riguarda  una paziente oncologica bolognese, alla quale gli ospedali sono disposti a proporre solo la radioterapia, che però nel caso in questione non sortirebbe effetti.
Il paradosso, aggiunge, è che così le casse pubbliche non risparmiano neppure, perché “10 anni della sua terapia salvavita, quella che sta eseguendo, costerebbero come un solo ciclo di radioterapia, che le viene offerta gratuitamente”. Il 'protocollo' sanitario previsto per il suo cancro non le lascerebbe possibilità di sopravvivenza a causa di una mutazione genetica. Il 'Movimento 5 Stelle', attraverso il suo capogruppo in regione Andrea De Franceschi, aveva presentato una risoluzione (cofirmata da Silvia Noè, Franco Grillini, Galeazzo Bignami, Liana Barbati, Giovanni Favia, Luca Bartolini ed Enrico Aimi) per chiedere che fosse riconosciuto il concetto di medicina basata sull'evidenza (Ebm). “La paziente, infatti – spiega De Fransceschi – ha reagito e ha cercato una terapia farmacologica alternativa, che le sta dando buoni risultati (riduzione del carcinoma di un terzo, niente metastasi)”. Il problema è economico, “e la Regione si rifiuta di passarle i farmaci al prezzo di costo, vendendoli per vie alternative a 10 volte tanto”, incalzano i 'grillini'. “Così lei, che guadagna 1.200 euro al mese – spiegano – ne spende 2.200 solo per mantenersi in vita”.

lunedì 11 marzo 2013

Bologna, “La Variante di Valico”, reading con immagini di Wolf Bukowski


Giovedì 14 marzo, alle ore 20.30 presso Plan B, via Nosadella n. 35, La Variante di Valico, ovvero come il partito ha imparato ad amare la grande opera. Reading con immagini di Wolf Bukowski e fotografie di Giuditta Pellegrini. Una ricostruzione della genesi politica/imprenditoriale della Variante (1985-1991); del suointrecciarsi con la nascente TAV; con il Passante Nord della tangenziale bolognese e con i tagli alla ferrovia Porrettana. Ma soprattutto la storia di un'opposizione quasi incredibile, oggi: quella interna al PCI bolognese, che ha accompagnato e pungolato il Partito fino agli anni della trasformazione in PDS. Le immagini sono quelle dei cantieri della Variante di Valico nella Valle del Setta, a sud di Bologna (Sasso Marconi, Marzabotto e Grizzana), di lotti in diverse fasi di lavorazione.

Monzuno, replica delle querelanti dopo l’assoluzione del consigliere Tonelli


Dopo la pubblicazione del post del 6 marzo su questo blog, con la notizia che un processo che aveva fatto molto discutere a Monzuno era giunto al suo epilogo, le due querelanti Gironi Ramona e Parisini Claudia hanno inviato una nota, per rispondere a quelle che, a loro avviso, sarebbero “alcune inesattezze” contenute nel post. Lo facciamo ben volentieri, non solo per una questione di “par condicio” tra le due parti coinvolte nella vicenda, ma anche per dare una migliore informazione ai nostri lettori. Nella loro nota, Gironi e Parisini sostengono “di non avere  mai  intentato alcun processo nei confronti del Sig. Germano Tonelli, anzi; le sottoscritte hanno infatti sporto denuncia-querela contro ignoti a seguito della quale la Procura della Repubblica ha ritenuto di dover procedere nei confronti del Sig. Tonelli e del Sig. Dionisi. Successivamente siamo state citate in qualità di testi.” Questa affermazione però non concorda col dispositivo di sentenza,

domenica 10 marzo 2013

A Granaglione e Monte San Pietro strade chiuse per smottamenti


Le abbondanti precipitazioni hanno provocato alcune frane e smottamenti nella provincia di Bologna. La strada comunale Cardella a Granaglione e la via Basilicata in località Sartorano, nel comune di Monte San Pietro, sono state chiuse al traffico veicolare, in attesa delle operazioni di ripristino della carreggiata. La chiusura di via Basilicata ha causato anche l’isolamento di otto nuclei familiari, per un totale di ventuno persone. La situazione è stata seguita dal personale dell’Arma in servizio nei rispettivi territori.

sabato 9 marzo 2013

Favia/M5S, "mi dimetto da Consigliere regionale, anzi no". Cambia idea il consigliere dimissionario già espulso da Grillo e poi sconfitto nella corsa al Parlamento con Ingroia

Una foto del 9-9-2011, quando Favia era a pieno titolo nel M5S

“Non vado più via, anzi resto nel Gruppo consiliare, ma come indipendente”. Ad annunciare la decisione di Favia, dalla quale ha subito preso le distanze, è stato oggi, sul suo profilo Facebook, Andrea Defranceschi, capogruppo M5S in consiglio regionale. La notizia ha immediatamente seminato scompiglio in rete tra i simpatizzanti e attivisti M5S, soprattutto per il fatto che rappresenta un’”inversione a u” rispetto a quanto annunciato da Favia al momento di candidarsi in Parlamento per la lista Rivoluzione Civile di Ingroia. Non è un particolare da poco il fatto che Giovanni Favia, durante la  sua campagna elettorale, non ha risparmiato di lanciare i suoi strali contro il Movimento di Grillo, dal quale aveva mostrato di essersi completamente dissociato. L’episodio lascia intendere che urge, tra le altre cose, una riforma non solo dell’Art. 67 della costituzione, che permette ai parlamentari eletti di cambiare casacca disinvoltamente, ma anche degli statuti regionali, che lasciano ampia discrezionalità ai consiglieri, per i quali il simbolo della lista che li ha fatti eleggere vale come un salvacondotto per fare quello che vogliono. Riportiamo integralmente la nota pubblicata da Defranceschi oggi.

Monghidoro, la lista Progetto Civico prende atto delle dimissioni del vicesindaco Franco Fabbri


Dopo Camugnano, anche Monghidoro è colpita dalla sindrome dimissionaria, acuita dalla tensione del dibattito politico a pochi giorni di distanza dal risultato che ha introdotto il M5S come protagonista assoluto della scena politica sia in Italia che a Bologna. Ma la giunta di Alessandro Ferretti incassa il colpo senza accusarlo troppo. La pagina Facebook del “Movimento Progetto Civico” di Monghidoro ha informato delle dimissioni del vicesindaco con delega al bilancio, Franco Fabbri. Le sue dimissioni sono state motivate col fatto che non erano più condivise le scelte politiche operate dall’amministrazione comunale. I soci del movimento, riuniti in assemblea, hanno espresso rammarico per la decisione presa e annunciato che manterranno il loro appoggio al sindaco, agli assessori e ai consiglieri eletti nella lista del progetto civico. Nel consiglio comunale odierno è stato nominato al suo posto  Lorenzo Verucchi.