giovedì 7 novembre 2013

Primo Consiglio dell’Unione dell’Appennino

Solo i nove sindaci, qualche consigliere di minoranza e nessun
cittadino al Consiglio d'insediamento dell'Unione dell'Appennino Bolognese

L’incontro, a Vergato lo scorso 22 ottobre, ha avuto come grandi assenti i cittadini. All'Unione non aderiscono  Camugnano, Lizzano, Granaglione e Porretta.

L’insediamento del Consiglio dell’Unione dell’Appennino Bolognese, tenuto nella sala della Comunità Montana di Vergato, è avvenuto in sordina lo scorso 22 ottobre, a partire dalle ore 18. Alle 19 era già tutto finito. Presenti i 9 sindaci dei Comuni aderenti, oltre a qualche consigliere di minoranza, quello che poteva essere un momento di condivisione con i cittadini non è stato altro che un breve incontro formale tra addetti ai lavori. Neanche un cittadino si è preso il disturbo di intervenire. E’ un segno della distanza che separa questa nuova creatura burocratica dal mondo reale? Forse. Certamente risponde al basso profilo, scelto da chi ci amministra, nel tenere a battesimo, quasi di nascosto, questo nuovo organismo, nato sulle spoglie della Comunità Montana. Quest’ultima è stata invece sotterrata, si può dire, da viva, visto che era appena entrata a regime dopo il dimezzamento e lo smembramento delle CM fatto 5 anni fa. Accantonata per un momento la bagarre del “chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori” (sono 4 alla fine i Comuni che hanno disubbidito alla legge regionale, e tutti dell’Alto Reno), la nascita vera e propria è dunque avvenuta nell’indifferenza generale, compresa quella dei genitori: nessuno è stato mandato, né dalla Regione, a dire due parole di circostanza, né dalla Provincia, che ora ha altri problemi, essendo vicina l’ora della sua dissoluzione per lasciare posto alla “Città Metropolitana”. Con un discorso di cinque minuti (che forse sarebbe stato di due se non fossero stati presenti due giornalisti), la presidente della Comunità Montana nonchè sindaco di Vergato, Sandra Focci, ha introdotto la votazione per alzata di mano per eleggere il presidente del Consiglio: Salvatore Argentieri. Nessuna emozione particolare è stata tradita dal neoeletto Presidente del Consiglio dell’Unione, nel suo breve discorso di saluto. “Lo abbiamo scelto”, ha detto Sandra Focci prima di cedergli il posto, “perché è il sindaco del  comune più piccolo dell’Unione, Castel d’Aiano”. Invece Lisetta Tanari, nominata vicepresidente, “l’abbiamo scelta”, ha precisato sempre Focci, “perché è sindaco di un comune dell’Alto Reno, Gaggio Montano, che ha accettato di restare con noi nell’Unione”. Come dire: “chi sta con noi vince un premio”.

venerdì 18 ottobre 2013

Presenze turistiche a Lizzano in Belvedere: -53% di stranieri e -14% di italiani nei primi 8 mesi del 2013. Vanno bene Bologna, l'Imolese e la Val Samoggia

Lizzano in Belvedere, foto Luciano Marchi
A poche settimane di distanza dall'apertura della stagione invernale, gli operatori turistici di Lizzano dovranno tentare una difficile rimonta, per non archiviare il 2013 come uno degli anni peggiori da molti decenni a questa parte. 
Nei primi 8 mesi del 2013, da gennaio ad agosto, sia le presenze che gli arrivi di turisti presentano numeri in flessione sul dato generale (italiani più stranieri), con un crollo preoccupante del 53% sul 2012 per le presenze di  stranieri, come si vede dai numeri:


2012                      2013

                                     3.705                    1.740    (-53,04% di presenze)
                                  937                       634    (-32,34% di arrivi).

La perdita in valore assoluto di presenze di stranieri si è ridotta, anche se di pochissimo, nel mese di agosto. A luglio la percentuale della flessione era infatti vicina al 60%. Ma anche il calo delle presenze degli italiani fa riflettere: se nei primi 8 mesi 2012 furono 41.242, nello stesso periodo 2013 sono scese a 35.469 (-14%, cioè in valori assoluti una perdita di quasi 5.800 presenze). Questi risultati non sono però minimamente imputabili alla crisi, ma hanno cause interne legate alla gestione locale delle risorse turistiche, e forse ad una promozione non adeguata. 

A dimostrarlo sono i numeri totalizzati nell'intera provincia di Bologna, che grazie anche agli stranieri convogliati da Ryanair (e da altri vettori low cost) ha potuto tenere il passo del 2012 quanto a presenze totali (2.189.085 nel 2013, contro 2.196.004, appena -0,41%). Sono state 939.620 le presenze di stranieri nei primi 8 mesi 2013, con un guadagno del 10,82% sul 2012, quando furono 847.890. Come si vede, l'aumento degli stranieri ha compensato quasi del tutto il calo di presenze degli italiani (scesi a 1.249.465 da 1.350.114: -7,45%). Quindi abbiamo che Lizzano vede dimezzarsi gli stranieri (salvo inversioni di tendenza nei restanti 4 mesi del 2013, con la stagione sciistica che partirà il 7 dicembre) mentre questi ultimi sono cresciuti di 92.000 unità nell'intera provincia (parlando sempre di presenze).

A fare la parte del leone è stata Bologna, che ha registrato da sola 1.378.991 presenze (ital.+stranieri) in questi primi 8 mesi contro 1.277.722 del 2012 (più di 100.000 presenze in più, pari a +7,93%). Ancora meglio la performance di Imola, che da 104.323 presenze (2012) balza a 116.417 nel 2013 (+11,59%).
Perfino la Valle del Samoggia segna numeri da record: nel 2013 ha già registrato 8.726 presenze contro 2.139 del 2012. Gli stranieri che si sono fermati nella Valle del Samoggia sono stati 5 volte quelli venuti a Lizzano, mentre appena l'anno scorso visitava la Valle del Samoggia un numero di turisti pari a poco più della metà di coloro che venivano a Lizzano! Mentre calano arrivi e presenze di italiani, il 2013 ha dunque visto un boom di stranieri, cresciuti in tutta la provincia anche come arrivi: da 398.508 a 462.448 (+16,04%). Di questo boom Lizzano non ha saputo minimamente approfittare, anzi ha perso quasi 2.000 dei 3.705 stranieri che si erano fermati nel 2012.


Il gioco d’azzardo, terza industria per fatturato del Paese

Sarebbero almeno  10mila in Emilia-Romagna i giocatori ad alto rischio di dipendenza, con oltre 800 persone seguite dai SerT (Servizi per le dipendenze patologiche delle Aziende Usl). Questi dati, di fonte CNR e IPSAD, sono stati diffusi lo scorso maggio nell’incontro col quale la Regione Emilia-Romagna ha accolto l’invito dell’ANCI e combattere questa piaga sociale. ANCI e LEGAUTONOMIE dell’Emilia-Romagna hanno recentemente dato vita al Coordinamento Regionale degli Amministratori dell’Emilia-Romagna per contrastare il gioco d’azzardo. Nell’ambito di tale impegno si rinnova l’invito ai Comuni ad aderire al Manifesto dei Sindaci contro il gioco d’azzardo. Va detto però che, a tutt’oggi, tale invito è stato abbastanza snobbato da moltissimi sindaci. Secondo quanto pubblica il sito http://www.scuoladellebuonepratiche.it/, in Emilia-Romagna sono ancora pochissimi i sindaci che hanno firmato il manifesto, e nel territorio della provincia sud di Bologna si contano sulle punte delle dita: Sasso Marconi, Bazzano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castelguelfo e Castel S.Pietro Terme. Non hanno ancora aderito né Bologna, né alcuno dei comuni delle Cinque Valli, come neppure del Medio e Alto Reno. E’ noto del resto che moltissimi apparecchi sono installati in locali pubblici che, avendo poco giro d’affari, sopravvivono grazie agli incassi delle giocate, alimentando però i fenomeni di dipendenza.
Nel frattempo la Regione Emilia-Romagna, in attesa che dal Governo arrivi una legge capace di regolamentare, arginare, e se possibile ridurre la proliferazione di giochi d’azzardo di ogni tipo, si è dotata, unica in Italia, di una Legge regionale, la n. 5 del 4 luglio 2013, che prova a contrastare il fenomeno. Nell’ambito delle sue limitate prerogative, la Regione ha stabilito che i Comuni possono dettare previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione, alle strutture e alle dimensioni delle sale da gioco. Un articolo della legge prevede che il personale operante nelle sale da gioco sia tenuto a frequentare corsi di formazione predisposti dalle AUSL sui rischi del gioco patologico e sulla rete di sostegno. Inoltre, all'interno delle sale da gioco, i gestori sono tenuti ad esporre: un test di verifica, predisposto dalla Ausl competente per territorio, per una rapida autovalutazione del rischio di dipendenza, e i depliant informativi riguardo la disponibilità dei servizi di assistenza. L'inosservanza delle disposizioni è punita con sanzioni amministrative da 6.000 a 10.000 euro applicate dall'Ausl territorialmente competente.  I proventi sono destinati al finanziamento dei piani di zona di ambito distrettuale.  Infine, la legge ha istituito il marchio regionale "Slot freE-R", che viene rilasciato dalla Regione agli esercenti di esercizi commerciali e ai gestori dei circoli privati che scelgono di non installare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d'azzardo. Ai  Comuni viene invece raccomandato di istituire un pubblico elenco degli esercizi in possesso del marchio "Slot freE-R".
Ma se i comuni non deliberano le limitazioni previste dalla legge, non ne accolgono le raccomandazioni, specie sulla localizzazione delle sale e nell’istituzione dell’Albo "Slot freE-R", anche la legge è inutile.

Secondo un documento prodotto l’anno scorso dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera, il fatturato totale del gioco d’azzardo nel 2011 ha sfiorato gli 80 miliardi di euro, dai quali lo Stato ha guadagnato 8,8 miliardi. La spesa annua pro-capite è impressionante, 1.200 euro, con circa 2 milioni di persone, su 30 milioni dedite abitualmente al gioco d’azzardo, a rischio dipendenza. Se la stima dei tossicodipendenti è di 393.000 persone, quella fatta per i dipendenti cronici del gioco è pari almeno al doppio, secondo dati forniti dall’Associazione Libera di Don Ciotti. Infine circa 400.000 sono gli apparecchi censiti nei bar e nelle sale giochi in tutta Italia. A trainare il settore dei giochi sarebbero stati, nel 2011, le Newslot e le Vlt (Video lottery terminal), che da sole avrebbero incassato 41,6 miliardi, pari al 54,4%, seguite a distanza da Lotto e Lotteria, con 19,4 miliardi di euro, pari al 25,3% del totale. Il gioco d’azzardo è ormai diventata la terza industria italiana per fatturato e ha ormai raggiunto costi altissimi e insopportabili perché sta rovinando migliaia di famiglie, senza considerare i numerosi suicidi. La dipendenza di molte persone è aumentata, persino per il gioco online, a causa della crisi economica. Molte famiglie povere tentano la fortuna giocando per disperazione e si impoveriscono sempre di più. Da anni è emerso che anche dietro il gioco legale è coinvolta la criminalità organizzata, con la mafia in prima fila. 

venerdì 11 ottobre 2013

Crescono gli incidenti stradali con animali selvatici Ecco come comportarsi e in quali casi è opportuno o possibile chiedere i danni.

Gli ultimi mesi hanno visto una vera strage di animali, oltre ad una crescente apprensione degli utenti delle strade, coinvolti in un numero elevatissimo di incidenti per i quali non verranno rimborsati da nessuno. Che succede quando si investe un capriolo, un daino, un cervo o un cinghiale? Prima di tutto ci si resta male per l’animale, che credendo di poter vivere libero nel suo territorio non aveva fatto i conti con il traffico stradale. Poi ci si resta male di nuovo appena si scopre che nessuno rifonderà i danni al mezzo, sia esso una moto, un’autovettura o altro, come pure gli eventuali danni alle persone. Infatti, tranne nel caso in cui l’utente non abbia un’assicurazione kasco (ma spesso anche qui ci sono limitazioni), egli dovrà riparare i danni provocati al mezzo a sue spese. In rari casi, quando si può dimostrare che l’animale non era evitabile, specie se colpisce il veicolo sulla fiancata, anziché frontalmente, si può tentare di chiedere un risarcimento alla Polizia Provinciale. Ecco un vademecum che abbiamo approntato per fronteggiare queste situazioni.
Ho investito un cervo: che faccio?
Stai guidando e improvvisamente un animale esce dalla boscaglia. Non facendo in tempo a evitarlo, lo investi in pieno. L’animale ora giace in mezzo alla strada più morto che vivo e anche la tua macchina non sta benissimo: che fare? Allora, innanzitutto, bisogna tenere presente che la legge impone di prestare soccorso agli animali feriti in seguito all’impatto con autoveicoli. Prestare soccorso non significa cercare di curare l’animale in qualche modo, ma allertare il prima possibile chi ha le competenze per farlo. Per questo, la provincia di Bologna ha attivato un servizio di recupero animali grazie alla collaborazione con il “Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Monte Adone” (051/847600), che è attivo 24 ore su 24. Nel caso di animali pericolosi - ungulati, tassi, volpi, istrici e lupi - un operatore del Centro ti raggiungerà sul luogo dell’incidente. Quindi, prima di telefonare, cerca di fare mente locale per essere in grado di spiegare approssimativamente dove ti trovi. Se invece il tuo veicolo ha urtato un animale di dimensioni più piccole - come un riccio o un passerotto - toccherà a te portarlo al Centro Monte Adone (Via Brento 9 - 40037 Sasso Marconi), magari dopo averlo messo in una scatola per tranquillizzarlo. Dopo aver prestato soccorso all’animale, se desideri essere risarcito dei danni che il tuo veicolo ha subìto, puoi telefonare all’Unità operativa Assicurazioni del Servizio Provveditorato (051/6598491).

Nel caso la provincia di Bologna ritenga di avere qualche responsabilità, verrai risarcito dei danni che il tuo veicolo ha riportato in seguito all’urto con l’animale. Se l’incidente è avvenuto su una strada provinciale, in determinati casi si viene risarciti, a meno che non fosse presente l’apposita segnaletica “attraversamento animali”. Se invece è avvenuto su una strada comunale, mai. A chi inviare la richiesta di risarcimento dei danni? Direttamente alla Provincia, via Zamboni 13, 40126 Bologna. L’U.O. Assicurazioni del Provveditorato passerà la pratica alla compagnia assicurativa che nominerà un perito per verificare il danno e la dinamica dell’incidente.            (Elena Baldi)

Lo abbiamo chiesto alla Provincia: quanti sono gli incidenti con animali sulle strade? Risposta: boh?

Che dimensioni ha il problema dei sinistri stradali che coinvolgono animali selvatici sulle strade del territorio provinciale? Esistono dati? Per cercare di scoprirlo ci siamo rivolti alla Polizia Provinciale, uno dei tanti corpi di Polizia creati per dare una mano ai cittadini a vigilare e a mantenere l’ordine. Il Corpo è organizzato in 8 Zone Operative, di cui 3 includono territori della montagna: Zola Predosa, Montorio-Monzuno e Silla-Porretta Terme. A queste si aggiungono altre 5 Zone di pianura. Inoltre dispone di altre 2 Unità Operative: la Polizia Ambientale e l’Unità Operativa stradale, in pratica quella che gestisce gli autovelox. Il tutto è posto sotto l’alto comando di Maria Rosaria Sannino, che risponde a sua volta direttamente a Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia con delega alla Polizia Provinciale.
Per affrontare il problema costituito dal numero crescente di animali che, liberi di girare dove vogliono, causano un gran numero di sinistri sulle strade, oltre che alla produzione agricola - con costi per i risarcimenti che alla fine sono sostenuti sempre dai cittadini stessi, e solo in parte dai cacciatori - ci siamo rivolti in prima battuta ad uno degli uffici di zona, quello di Montorio. Qui un agente molto gentile, che ci ha ricevuto nelle ore di ricevimento al pubblico che sono al giovedì pomeriggio, ci ha informato che non sono disponibili dati sugli incidenti della sua zona e che tali dati vanno richiesti al Comando Provinciale. Prima di spedire una mail di richiesta, abbiamo telefonato, il lunedì mattina seguente, per avere conferma del fatto che la mail di richiesta andasse spedita al Comandante in persona. Ci è stato detto che, per fornire dati alla stampa, al Comandante sarebbe servito qualche giorno, e che saremmo stati richiamati comunque entro la settimana. Arrivato il venerdì senza avere riscontri, abbiamo richiamato per spiegare, ad altra persona della segreteria del Comando, che eravamo in attesa dei dati. Ci è stato detto che l’istanza era stata riferita alla Comandante e di inviare intanto una mail. Cosa che abbiamo fatto. Al martedì seguente, non avendo avuto nessuna risposta alla mail, con cui chiedevamo anche di sapere quale comportamento deve tenere un automobilista investito o che investe animali selvatici, abbiamo ritelefonato. Ci è stato detto che la Comandante è spesso fuori per motivi di servizio e che i dati richiesti sarebbero stati trasmessi appena disponibili.
Quindi dopo 12 giorni di richieste e di attese non abbiamo in mano nulla. Questo può significare due cose: che la Polizia Provinciale ha un organico male organizzato o insufficiente oppure che questi dati non li ha. Se erano infatti in un data base era semplice fare un copia-incolla… Al contrario, la Polizia è efficientissima nel notificare multe con l’autovelox che portano soldi alle esangui casse pubbliche. L’autovelox posto sulla S.P. 569 di Vignola, in particolare, da quanto ci risulta, è un vero e proprio bancomat per la Provincia. Molte delle multe spedite riguardano il superamento del limite dei 90 Km/h di appena 1 o 2 Km

Un'Idea di Appennino n. 25 Ottobre 2013 è on line

Mentre le copie stampate sono in distribuzione sul territorio, è possibile sfogliare e leggere on line il nuovo notiziario di Ottobre 2013: www.unaideadiappennino.it.

martedì 3 settembre 2013

Un'Idea di Appennino, è on line il numero di Settembre 2013. Speciale di 7 pagine su Ristrutturazioni edilizie e Detrazioni fiscali

Il numero di settembre di Un’Idea di Appennino è on line (www.unaideadiappennino.it) e contiene, oltre alle notizie sui Comuni e sul territorio appenninico, uno Speciale di  7 pagine con servizi sul tema delle Ristrutturazioni e Detrazioni fiscali in vigore.
Ecco gli articoli ed i temi affrontati.
“Chi può, ristrutturi”
“Per quali lavori spettano le agevolazioni”
“Gli adempimenti”
“Gli interventi di efficienza energetica” (65% di detrazioni).
“I pagamenti, la certificazione necessaria e i documenti da inviare”.

Inoltre anche la Regione Emilia-Romagna si adegua. Ad agosto è stata approvata la L.R. 15/2013, “Semplificazione della disciplina edilizia”, che dal 28 settembre 2013 introduce una serie di modifiche e semplificazioni burocratiche che interessano costruttori, privati acquirenti e proprietari interessati ad ampliamenti, manutenzioni straordinarie, etc. La legge è scaricabile e consultabile a questo link: http://territorio.regione.emilia-romagna.it/in-evidenza/approvata-la-nuova-legge-regionale-sulledilizia.

Festival dell'Unità, assente il tema delle Unioni dei Comuni. Intervista a Simonetta Saliera: "L’organizzazione di un programma di un’iniziativa pubblica è di stretta competenza degli organizzatori..."

Non se ne parla abbastanza, ma è il tema più importante dal tempo della nascita delle Regioni in Italia. La legge regionale 21 rivoluzionerà il rapporto tra cittadini e istituzioni, e abbiamo chiesto a Simonetta Saliera, vicepresidente della Giunta regionale e “regista” del riordino istituzionale, di fare il punto della situazione. Ecco le domande e le sue risposte. D. Nel programma della festa provinciale dell'Unità, il tema "L.R. 21" su riordino amministrativo e Unioni dei Comuni è del tutto assente. Viene appena sfiorato il tema della Città metropolitana, il 9 settembre, con Draghetti, Manca e Merola. Eppure si tratta di una questione che tocca da vicino il futuro di tutti i territori della regione. Una svista degli organizzatori o una scelta dell'Amministrazione Regionale di tenere un basso profilo sull'argomento?
“L’organizzazione di un programma di un’iniziativa pubblica è di stretta competenza degli organizzatori. Al tema riordino sono state dedicate decine di dibattiti in iniziative pubbliche, Feste dell’Unità e altri incontri pubblici di vario orientamento politico, culturare, sindacale. La realizzazione della legge 21 e la delimitazione degli ambiti è il frutto di tre anni di serio confronto sul territorio, con i sindaci, con le parti sociali, con tutti i partiti, con associazioni di cittadini. Personalmente ho partecipato, da Piacenza a Rimini, a 150 incontri, di cui almeno una dozzina nella zona della Valle del Reno”.
D. I ricorsi a TAR e Consiglio di Stato di Camugnano sono stati affidati ad un esperto, già consulente della Regione, come l'Avv.to amministrativista Graziosi. Potrebbero mettere in crisi l'assetto e la portata della L.R. 21? Il modo in cui la nostra Regione ha tradotto i contenuti della legge nazionale non sono troppo rigidi?
La Regione ha approvato e sta applicando, in accordo con i Comuni e le parti sociali, una legge che ha come obiettivo quello di ridurre i costi di gestione liberando così risorse per i servizi alla persona, le politiche per il lavoro e le imprese, la cura del territorio. Veniamo da anni in cui, a partire dalla manovra varata dall’allora governo Berlusconi nel 2010, i trasferimenti statali alle Regioni, ai Comuni, alle Province, sono stati pressoché azzerati. In questo quadro la Regione e l’intero sistema degli Enti Locali si è fatta portatrice della necessità di fare di più con meno, riducendo i costi di gestione per garantire i servizi, gli sportelli sul territorio vicino alle persone. Il processo di riordino istituzionale che si sta facendo in Emilia-Romagna va proprio nella direzione di permettere ai Comuni di mantenere le risorse per i cittadini. Ho grande ammirazione per quei sindaci che accettano questa sfida perché confermano di avere a cuore prima di tutto la soluzione dei problemi dei loro concittadini”.
D. All'indomani dei ricorsi di Camugnano e Lizzano, è stata presentata una decina di emendamenti che "ammorbidiscono" la legge regionale. C'è un nesso tra le due cose o è solo un caso?

“Le modifiche sono frutto dell’intesa tra Giunta, Assemblea e sistema delle autonomie e permettono a quei Comuni che vogliono partire in un processo di Unione (nel rispetto dei vincoli regionali e nazionali tra cui quella di una sola Unione per Ambito) di partire. La Regione, con propri incentivi e sostegno anche tecnico, è al loro fianco perché crediamo fortemente in quello che ho provato a spiegare prima: da soli non si va più da nessuna parte, solo lo stare insieme può dare un futuro alle nostre comunità, specie quelle più fragili come può essere la nostra montagna a cui in questi anni abbiamo dedicato tanto affetto, tanta cura e tante risorse per superare le diseguaglianze rispetto alla pianura e assicurare a tutti i cittadini gli stessi diritti”. Saliera è certamente uno degli amministratori più attenti e preparati della nostra Regione. Ciò non toglie che la Legge 21 poteva essere concepita in modo più flessibile, lasciando a sindaci e cittadini maggiori spazi di scelta.

La Quercia (Marzabotto), prende il via il Primo Campionato Italiano di Polpette

E’ ufficiale: presso l’Agriturismo La Quercia (loc. di Marzabotto a 3 Km da Vado) prende il via il Primo Campionato nazionale di Polpette “Pulpet Fiction”. Sono ammesse polpette di tutti i tipi, quelle “della nonna”, quelle calabresi, quelle della Valtellina, quelle dell’Isola d’Elba, insomma polpette di ogni forma, misura e provenienza, anche dall’estero. Qualcuno ha già proposto di presentarsi in gara con le polpette di Lilly e il Vagabondo. Chiunque abbia una ricetta particolare per fare le polpette, può aspirare a portarsi a casa il titolo di Primo Campione Nazionale di polpette. Ecco il regolamento. Alla prima serata, che si terrà venerdì 27 settembre, saranno ammessi a partecipare 4 concorrenti scelti tra coloro che avranno inviato, tramite mail, una ricetta di polpette. Un’apposita giuria nominata dall’Agriturismo La Quercia sceglieranno le ricette dei 4 fortunati tra quelle pervenute. Lo staff di cucina de La Quercia preparerà le polpette rispettando le ricette, ed il pubblico presente a cena (costo: 15 euro) potrà votare, dopo avere fatto gli assaggi nell’ambito di un menù completo (non solo di polpette, per capirci). Per bilanciare colpi di mano di giurati amici, una giuria specializzata, sempre nominata da La Quercia, aggiungerà i propri voti a quelli del pubblico. Ogni mese, a partire da settembre, verrà dedicata almeno una serata al campionato, in  modo da arrivare alla primavera prossima con una tornata di semifinali (due serate con 8 semifinalisti) ed una finalissima con i quattro migliori che si sfideranno per il podio. Il Primo classificato si aggiudicherà un’opera pittorica dal titolo “Ritratto con Polpette”, ispirato alle nature morte di Morandi, che a poca distanza aveva il proprio studio. Ad eseguirlo sarà Beatrice Bignardi. Tutte le ricette pervenute saranno pubblicate sul profilo Facebook de La Quercia, e alla fine saranno pubblicate in un libro dal titolo “Pulpet Fiction: cento modi per uccidere le polpette”.